L’epitaffio di Trimalcione e la derisione dell’intellettuale

Omar Coloru

Abstract


In a famous passage of Petronius’ Satyricon (71.6-7, 12), the wealthy freedman Trimalchio recites the text of his own epitaph to his guests. In it, he boasts that he was able to amass a fortune without ever listening to a philosopher.  From this episode and in the light of the ancient theories on comic art, the present paper explores the ways Graeco-roman society ironized intellectuals and those who acted as such. The paper will also offer a reflection on the role of intellectuals in our contemporary society.

In un noto passo del Satyricon di Petronio (71.6-7, 12) il ricco liberto Trimalcione recita ai commensali il testo della sua iscrizione funebre, specificando di aver accumulato una fortuna senza mai dare retta a un filosofo. Partendo da questo episodio e nell'orizzonte delle teorie antiche sul comico, esploreremo i modi in cui la società greco-romana ironizzava sulla figura dell'intellettuale o di chi si atteggiava ad intellettuale. L'intervento vuole anche essere l'occasione per svolgere una riflessione sul ruolo degli intellettuali contemporanei, evidenziando l'analogia delle problematiche con l'età antica.


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