Da Collodi a Collodi: concezioni e pratiche dell'umorismo nell'Ottocento

Daniela Marcheschi

Abstract


Oltre a Léon Dumont, a Giorgio Arcoleo, a Enrico Nencioni o a Francesco De Sanctis estimatore di Heine, giusto per fare solo alcuni nomi fra quelli più vicini a Carlo Collodi (Firenze, 1826-1890) o agli ambienti da lui frequentati, sono tanti gli studiosi, i teorici e gli artisti dell'Ottocento che, in Italia e all'estero, hanno riflettuto sugli umoristi e l'umorismo, oppure hanno praticato quest'ultimo in modi vari, che risultano ancora oggi stimolanti. Il colto Collodi era ritenuto il maestro della scrittura umoristica del suo tempo, e non a caso i suoi testi figuravano nei giornali umoristici molto spesso in prima pagina, nella posizione di maggior risalto. L'intervento delineerà una mappatura di alcune concezioni e pratiche dell'umorismo, più e meno note, tentandovi un percorso critico, che prende Collodi e la sua opera letteraria a specchio riflettente, e a prismatica cartina di tornasole, di un universo di pensiero e creazione artistica straordinariamente dinamico e pieno di sorprese.


Keywords


Collodi, Umorismo, Dumont, Cicerone, Daumier, Tommaseo, Leopardi,, Gavarni

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